Il vestito nuovo dell’

imperatore

Liberamente tratto dalla favola di Hans Christian Andersen.

Di e con ELEONORA ANGIOLETTI e GIORGIO CASTAGNA

La favola di Andersen è una meravigliosa metafora per aprire un dialogo con i bambini sulla vanità, e di quanto il potere e la paura riescano a piegare la volontà e a far credere l’inverosimile. Ma c’è di più. Con l’avvento dei nuovi media abbiamo la possibilità continua di realizzare maschere di noi stessi destinate ad essere messe in mostra, immagini di noi migliorate e moltiplicate all’infinito. Ogni giorno filtriamo le informazioni, decidiamo cosa condividere e cosa no per dare agli altri e a noi stessi l’immagine più appagante, aggrappati ai “like” che riceviamo quali indicatori del nostro benessere. Condividiamo, ma in questa ansia di notorietà e consenso siamo sempre più soli, separati dagli altri da una galleria di immagini “filtrate” che poco o niente hanno a che fare con il nostro essere più profondo. Da questa premessa ci siamo immaginati una riscrittura in chiave moderna della favola danese dove il volto dei cortigiani riflette le fattezze dell’Imperatore, come un’unica identità smembrata in tante parti, estensioni di se’ controllate tramite un IPad.Un imperatore sempre in cerca di nuove distrazioni per combattere la noia e maggiore approvazione da parte dei propri sudditi. Sudditi che, ovviamente, si esprimono solo attraverso uno schermo e solo tramite “like”. La figura dei due tessitori invece, artisti a tutto tondo, truffatori per eccellenza, introduce una riflessione semiseria sull’arte moderna, in grado di incrinare le certezze del potere e prenderlo in giro. Il vestito sarà cucito, e l’imperatore, nudo come un pulcino, sfilerà per le strade della città, tra gli applausi dei presenti. A raccontarci la storia è Violetta, la bambina che, ormai diventata grande, fu l’unica a gridare “Il re è nudo!”. Da anni vive ormai chiusa in un bunker, braccata dalle guardie imperiali, sicura che niente sia cambiato, là fuori. Non sa ancora però che la Resistenza ha lavorato nell’ombra, e che i giorni della dittatura dell’impero e della menzogna stanno per finire…

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OZ